Malattia e cessione del quinto: perché può sorgere un dubbio legittimo
La malattia rappresenta un evento imprevisto che può incidere temporaneamente sulla continuità lavorativa e sulla retribuzione del dipendente. Nel caso di un finanziamento con cessione del quinto è normale che possa sorgere il dubbio che un periodo di malattia possa condizionare il finanziamento essendo così legato il prestito alla retribuzione. È naturale quindi chiedersi quali siano gli effetti di un periodo di assenza per malattia:
- sul rimborso del prestito;
- sull’eventuale possibilità di richiederlo.
In questo articolo cerchiamo di analizzare in modo chiaro e rigoroso le principali implicazioni, sulla base delle prassi del settore, che un periodo di malattia può avere in presenza di un finanziamento con Cessione del Quinto.
Effetti della malattia sul rapporto tra stipendio e rimborso della cessione del quinto
La cessione del quinto prevede che la rata venga trattenuta direttamente sulla busta paga. Pertanto, finché il dipendente continua a percepire lo stipendio, la trattenuta prosegue regolarmente, anche in caso di assenza per malattia.
Tuttavia, periodi prolungati di malattia possono comportare una riduzione della retribuzione, fino ad arrivare, nei casi più gravi, alla sospensione del servizio o al licenziamento.
È per questo motivo che un numero elevato di giorni di malattia presenti in busta paga può incidere sulla valutazione del finanziamento.
Questa è la prima considerazione di cui dobbiamo sempre tenere conto: è infatti importante esserne consapevoli per effettuare sempre le più utili valutazioni circa l’opportunità di presentare una richiesta di finanziamento con Cessione del Quinto. In caso di interesse verso le altre caratteristiche del prodotto di Cessione del Quinto ecco la pagina dedicata.
Di seguito riportiamo le principali casistiche considerate in fase istruttoria e di cui tenere conto:
- Assenze brevi (6–10 giorni) generalmente non influenzano l’istruttoria.
- Assenze prolungate (oltre 10–20 giorni nello stesso mese) possono richiedere approfondimenti, come verifiche sul rientro in servizio.
Il periodo di comporto e il suo ruolo nella tutela del finanziamento
Per comprenderne le implicazioni, è utile chiarire cosa si intende per periodo di comporto.
Cos’è il periodo di comporto
Il periodo di comporto rappresenta l’intervallo massimo in cui il posto di lavoro è garantito anche in presenza di assenza per malattia. In genere questo periodo, in assenza di specifiche diverse previste dal contratto collettivo, può raggiungere fino a sei mesi l’anno.
Superamento del periodo di comporto e conseguenze sul finanziamento
Il superamento di tale limite può in alcuni casi legittimare il datore di lavoro ad attivare un licenziamento, con effetti diretti sulla Cessione del Quinto, che non può più essere trattenuta per assenza di retribuzione.
Apprendiamo quindi che, in caso di un periodo molto lungo di malattia qualora l’assenza dal lavoro prolungata possa portare il datore di lavoro ad interrompere il rapporto, ci sarebbero conseguenze anche su un finanziamento di Cessione del Quinto di cui stiamo eventualmente pagando regolarmente le rate.
Ma qualora non avessimo ancora stipulato un finanziamento con Cessione del Quinto possiamo farlo mentre siamo in malattia? Si tratta di un quesito che emerge di frequente.
Richiesta della cessione del quinto durante la malattia
La normativa di riferimento
La normativa di riferimento (D.P.R. 180/1950) stabilisce che la cessione del quinto possa essere concessa solo a dipendenti in attività di servizio.
Di conseguenza:
è possibile avviare l’istruttoria anche durante la malattia, ma il finanziamento non può essere perfezionato finché il dipendente non risulta formalmente rientrato ed il periodo di malattia risulta concluso con un regolare e costante rientro in servizio.
Documenti richiesti in caso di malattia prolungata
In circostanze analoghe a quelle descritte, ossia in caso di un periodo di malattia prolungato l’istituto di credito potrebbe richiedere documenti specifici per verificare la situazione e tra questi:
- una dichiarazione del datore di lavoro attestante il rientro in regolare servizio;
- un prospetto presenze aggiornato da cui emerga la regolare attività lavorativa;
- una busta paga priva di assenze recenti per malattia.
Per ulteriori informazioni sulle caratteristiche del prodotto, è disponibile sul nostro sito una sezione dedicata alle FAQ sulla Cessione del Quinto in particolare nella sezione “cos’è la Cessione del Quinto”
La rata durante la malattia: non è prevista la sospensione
La trattenuta, in caso di cessione del quinto dello stipendio, continua finché il datore di lavoro corrisponde regolarmente lo stipendio: pertanto non è prevista la sospensione della rata in caso di malattia.
È importante però tenere conto del fatto che eventuali riduzioni o sospensioni della retribuzione (anche a causa della malattia di cui in argomento) possono invece rendere non sostenibile l’addebito della rata. Una riduzione dello stipendio può rendere difficoltoso rinunciare a una quota della propria retribuzione per sostenere la rata di un prestito.
E’ sempre importante tenere conto di questo genere di valutazioni e della propria capacità di restituzione ed evitare di incorrere in situazioni di indebitamento inadeguato. In termini tecnici evitare il rischio di sovraindebitamento.
Malattia con esito di perdita del lavoro: cosa accade al finanziamento
Qualora la malattia porti al superamento del periodo di comporto e, conseguentemente, al licenziamento, il finanziamento verrà di necessità compromesso.
Alla luce degli aspetti esaminati in questo articolo emerge che la malattia, pur non comportando automaticamente la sospensione della rata, può avere impatti significativi sulla valutazione e sulla gestione della cessione del quinto, soprattutto in presenza di assenze prolungate.
Comprendere il funzionamento delle trattenute, le implicazioni date da eventuali assenze per malattia e i limiti del periodo di comporto consente di affrontare eventuali criticità con maggiore consapevolezza.
Per una valutazione accurata della propria situazione, è consigliabile rivolgersi a un consulente specializzato, in grado di analizzare i documenti di servizio e valutare le opzioni disponibili per garantire la continuità del finanziamento in sicurezza.