Ottenere liquidità aggiuntiva quando si ha già un finanziamento in corso è una necessità comune per molti lavoratori. Per i dipendenti del settore privato, la delega di pagamento per dipendenti privati pmi rappresenta la soluzione ideale per superare il limite del 20% dello stipendio netto previsto dalla cessione del quinto. Questo strumento, spesso definito anche come “prestito con delega”, permette di accedere a un secondo finanziamento assistito dalla trattenuta in busta paga. Tuttavia, a differenza dei dipendenti pubblici, chi lavora in una Piccola o Media Impresa deve confrontarsi con requisiti aziendali specifici e dinamiche contrattuali ben precise.
Cos’è la delega di pagamento per aziende private?
La delega di pagamento per aziende private è un prestito a tasso fisso destinato ai lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato, che si affianca alla cessione del quinto dello stipendio. Questo strumento finanziario permette al lavoratore di impegnare un ulteriore 20% della propria retribuzione mensile netta, consentendo di raggiungere un prelievo totale massimo pari al 40% dello stipendio.
Proprio per questa sua caratteristica, nel settore finanziario questa operazione prende il nome di doppio quinto dipendenti SRL o SPA. Si tratta di una soluzione d’eccellenza per consolidare altri debiti o affrontare spese impreviste importanti. La trattenuta della seconda rata avviene sempre alla fonte: è il datore di lavoro a versarla direttamente all’istituto finanziario, garantendo al dipendente la massima comodità ed evitando il rischio di dimenticanze o ritardi nei pagamenti.
Quali requisiti deve avere la PMI?
Il prestito con delega è subordinato a una rigida valutazione dell’azienda. Gli istituti finanziari e le assicurazioni applicano severi criteri per valutare la stabilità della Piccola o Media Impresa presso cui si è assunti.
Alcuni requisiti presi in considerazione per valutare un’azienda riguardano:
- Capitale Sociale: Le aziende private (S.R.L. o S.P.A.) devono presentare un capitale sociale interamente versato ritenuto congruo dalle compagnie assicurative.
- Numero di Dipendenti: La PMI deve contare su un organico minimo stabile. Di norma, le società finanziarie richiedono la presenza di almeno 16 dipendenti assunti a tempo indeterminato.
- Salute del Bilancio: Il bilancio d’esercizio della società deve essere in utile (o comunque non presentare perdite strutturali gravi). Vengono analizzati indici come il fatturato, il patrimonio netto e l’assenza di procedure concorsuali o decreti ingiuntivi.
- Fondo TFR: Il Trattamento di Fine Rapporto accantonato in azienda, o versato al fondo di categoria/INPS, funge da garanzia collaterale e deve essere capiente rispetto all’importo richiesto dal dipendente.
Perché alcune aziende rifiutano la delega
Nonostante i vantaggi per il lavoratore, capita che la direzione di una PMI neghi la firma dell’atto di benestare necessaria per procedere all’erogazione del finanziamento. Comprendere le motivazioni aziendali è il primo passo per superare l’ostacolo.
I motivi principali del rifiuto includono:
- Costo e carico amministrativo: Gestire una seconda trattenuta appesantisce il lavoro dell’ufficio paghe.
- Politiche aziendali interne: Alcune PMI scelgono di non firmare deleghe per principio o per evitare precedenti interni.
- Mancanza di requisiti assicurativi: L’azienda rifiuta perché sa che i propri indici di bilancio non supererebbero lo screening delle compagnie assicurative che coprono il prestito con le polizze obbligatorie per legge.
La discrezionalità del datore di lavoro nella delega di pagamento
Un aspetto normativo cruciale che differenzia la delegazione di pagamento dalla cessione riguarda il ruolo dell’azienda. Mentre il datore di lavoro è obbligato per legge ad accettare la trattenuta della cessione, vi è una totale discrezionalità per quanto riguarda la delega di pagamento. L’azienda ha infatti la facoltà giuridica di decidere se aderire o meno alla richiesta del proprio dipendente. Inoltre, non è tenuta a motivare legalmente il proprio rifiuto, poiché l’operazione comporta per gli uffici amministrativi un carico di lavoro contabile aggiuntivo legato alla gestione dei bonifici mensili verso terzi.
Articolo scritto da:
Jacopo Artegiani
Digital Growth Hacker & Marketing Specialist di Dynamica Retail