Andare in pensione è una scelta che si pianifica con anticipo: età, anni di contributi, finestre e regole specifiche possono fare la differenza tra un’uscita serena e una piena di sorprese. Nel 2026 il quadro dei requisiti resta stabile, ma l’INPS ha riepilogato come cambieranno le soglie dal 2027 e 2028 per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita, illustrato in modo puntuale dalla Circolare n. 28/2026.
In questo articolo facciamo chiarezza su:
- Quali regole segue il pensionamento nel 2026.
- Cosa prevede la circolare INPS n. 28/2026 per i prossimi anni.
- Come orientarsi: tre controlli pratici da fare.
- Alcuni esempi utili per pianificare il periodo dopo il pensionamento.
Nota utile: questo contenuto è informativo e non sostituisce la verifica della tua posizione contributiva sul portale INPS o con un patronato/consulente.
Pensione nel 2026: cosa vale “oggi” e perché guardare già al 2027
Per il 2026 i requisiti di accesso alle principali pensioni non cambiano rispetto al quadro ordinario, ma l’INPS richiama l’importanza degli adeguamenti automatici agganciati alla speranza di vita, che si applicano a partire dal 2027/2028 secondo le modalità indicate nelle tabelle che l’Istituto stesso ha diffuso.
In pratica: anche se nel 2026 molti requisiti restano invariati, chi è vicino all’uscita dovrebbe conoscere quando scattano i nuovi mesi aggiuntivi e quali categorie possono essere escluse dall’aumento.
Cosa dice la Circolare INPS n. 28/2026: l’adeguamento alla speranza di vita
La Circolare INPS n. 28/2026 (16 marzo 2026) riepiloga i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici aggiornati per il biennio 2027–2028, recependo l’incremento complessivo legato alla speranza di vita.
Pensione 2026: età e requisiti
L’aumento è “diluito”: +1 mese nel 2027, +2 mesi nel 2028
L’incremento totale previsto è di tre mesi, ma viene applicato in modo graduale: un mese nel 2027 e ulteriori due mesi nel 2028.
Questa gradualità è un punto centrale: non “sposta” subito i requisiti di tre mesi, ma li aggiorna in due step.
Pensione di vecchiaia: età e contributi richiesti
La pensione di vecchiaia resta una delle strade più lineari: serve un requisito anagrafico e un minimo di contributi.
Pensione di vecchiaia ordinaria (regola generale)
La circolare riepiloga che, a regime dell’adeguamento, l’età per la vecchiaia ordinaria diventa:
- 67 anni e 1 mese nel 2027.
- 67 anni e 3 mesi nel 2028.
con almeno 20 anni di contributi.
Chi ha iniziato a versare contributi dal primo gennaio 1996
Per chi ha il primo contributo versato dal primo gennaio 1996 in avanti, la soglia anagrafica è la stessa (schema sopra riassunto), ma la pensione è liquidabile solo se l’importo maturato rispetta la condizione legata all’assegno sociale. Questo perché il 1° gennaio 1996 segna il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo, che lega la pensione esclusivamente ai contributi versati.
L’assegno sociale è un valore di riferimento importante perché viene utilizzato come soglia o parametro in più casi:
- come soglia minima per alcune pensioni (es. pensione di vecchiaia contributiva);
- come moltiplicatore per l’accesso alla pensione anticipata contributiva.
Pensione “contributiva” con 5 anni di contributi effettivi
Per chi non raggiunge i 20 anni di contributi, esiste la vecchiaia contributiva con almeno 5 anni di contributi effettivi, che viene aggiornata a:
- 71 anni e 1 mese nel 2027.
- 71 anni e 3 mesi nel 2028.
Pensione anticipata: quando si può uscire prima (e con quali requisiti)
La pensione anticipata, in molti casi, non richiede un’età minima: conta soprattutto la contribuzione.
Anticipata ordinaria: solo contributi (nessun requisito anagrafico)
Secondo la tabella riepilogativa richiamata dalla circolare:
2027: 42 anni e 11 mesi (uomini) – 41 anni e 11 mesi (donne)
2028: 43 anni e 1 mese (uomini) – 42 anni e 1 mese (donne)
Pensione anticipata contributiva (per chi ha iniziato a lavorare dal 1996)
In base al riepilogo:
2027: 64 anni e 1 mese + 20 anni e 1 mese (effettivi) e importo minimo pari a 3 volte l’assegno sociale
2028: 64 anni e 3 mesi + 20 anni e 3 mesi (effettivi) con le stesse soglie di importo minimo
Chi è escluso dall’aumento dei requisiti (e perché conta)
Un punto importante della circolare è che non tutti subiscono automaticamente l’adeguamento: sono previste eccezioni e regole dedicate per alcune categorie (ad esempio attività gravose o usuranti, e altri profili tutelati). In altre parole, per alcuni lavoratori i requisiti possono restare invariati rispetto allo scatto.
Se rientri in una categoria particolare, è essenziale verificare l’inquadramento: la differenza tra regola generale ed esclusione può valere mesi.
Come orientarsi: 3 controlli pratici da fare
Senza entrare in tecnicismi, ci sono tre verifiche che aiutano ad orientarsi:
- Quando hai iniziato a versare contributi (prima o dopo il 1996): alcune regole cambiano, soprattutto per il sistema contributivo e le soglie di importo.
- Quanti anni di contributi hai davvero “effettivi”: per alcune prestazioni conta la contribuzione effettiva, non solo quella figurativa.
- Se rientri in categorie con regole dedicate (gravosi/usuranti o altri profili): potresti essere escluso dall’aumento.
Dopo la pensione: progetti, spese e (per alcuni) soluzioni di liquidità come la cessione del quinto
Andare in pensione non significa solo “chiudere” una fase: spesso è l’inizio di nuovi progetti. C’è chi pensa a ristrutturare casa, chi vuole aiutare i figli o i nipoti, chi deve gestire spese mediche o semplicemente desidera maggiore serenità nel bilancio familiare.
In questo contesto, alcuni pensionati valutano strumenti di finanziamento regolati, come la cessione del quinto della pensione, che prevede una rata sostenibile con trattenuta entro un limite percentuale dell’assegno. È una soluzione che può essere presa in considerazione solo dopo aver fatto chiarezza su importo della pensione, tempistiche di uscita e impegni mensili, così da mantenere equilibrio tra entrate e spese. (Approccio consigliato: informarsi e confrontare condizioni, senza decisioni affrettate.)
Pensione 2026: età e requisiti conclusioni
In conclusione: nel 2026 requisiti stabili, ma conoscere la Circolare INPS aiuta a pianificare.
Nel 2026 molti requisiti restano sostanzialmente stabili, ma la Circolare INPS n. 28/2026 è utile perché rende chiaro come funzionerà l’adeguamento per 2027–2028: un incremento complessivo di tre mesi applicato in modo graduale, con regole dettagliate per vecchiaia, anticipata e canali contributivi, e con eccezioni per alcune categorie.
Il consiglio finale è semplice: informarsi per tempo aiuta a fare scelte consapevoli e ad arrivare al pensionamento con un piano chiaro, non solo sui tempi di uscita, ma anche sull’equilibrio delle proprie risorse nel tempo.
Per approfondire Circolare INPS n. 28/2026 (16/03/2026) e altri articoli dedicati all’interno del magazine.