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QUAL’E’ IL TFR MINIMO PER LA CESSIONE DEL QUINTO?

Le compagnie assicurative prevedono un TFR minimo per emettere la polizza a copertura dei prestiti con cessione del quinto dello stipendio. In questo articolo ti spieghiamo tutto quello che c'è da sapere.

09 Agosto 2022

3' di lettura

QUAL’E’ IL TFR MINIMO PER LA CESSIONE DEL QUINTO?
Il TFR minimo per la cessione del quinto è l’ammontare minimo del trattamento di fine rapporto necessario per poter erogare il finanziamento ai dipendenti privati.
Se vuoi sapere a quanto ammonta e che ruolo svolge il TFR nei prestiti con cessione del quinto, prosegui nella lettura e scoprirai tutte le informazioni di cui hai bisogno.




Polizze assicurative e cessione del quinto



Come molti sanno, la cessione del quinto è coperta per legge da due polizze. Una a tutela del rischio impiego e l’altra a tutela del rischio premorienza.
La prima serve a mettere al riparo la banca o finanziaria che ha erogato il prestito dal rischio di insolvenza legato alla perdita del lavoro. La seconda tutela l’ente creditore in caso di decesso del debitore prima della conclusione del piano di ammortamento. La compagnia assicuratrice che emette la polizza contro il rischio impiego, nel caso dei dipendenti privati, richiede che il cliente abbia accantonato una quota minima di TFR per poter coprire il prestito con la polizza.

Se il cliente non dispone di questo ammontare minimo la compagnia non emette la polizza e la cessione del quinto non può essere erogata. Ma a quanto ammonta questa quota minima di TFR? Prosegui nella lettura e lo scoprirai.




TFR minimo per la cessione del quinto: a quanto ammonta?



Per i dipendenti pubblici e statali non ci sono particolari limitazioni. La garanzia della solidità del datore di lavoro (Ente pubblico o Stato) è sufficiente a garantire la solvibilità del finanziamento.

Per quanto riguarda invece i dipendenti privati (con contratto a tempo indeterminato), è richiesto anche il TFR a garanzia. Solitamente l’ammontare minimo del TFR che viene richiesto deve corrispondere almeno a 6 mesi di anzianità lavorativa. Questo dovrebbe essere sufficiente a garantire all’ente assicurativo che, in caso di licenziamento del lavoratore, la somma potrà essere coperta almeno in parte dal TFR accumulato.

Ovviamente le diverse compagnie assicurative possono avere differenti politiche ma generalmente il periodo minimo di assunzione richiesto è di sei mesi.

Alcune compagnie, in presenza di aziende di un certo rilievo come alcune SPA, tali da avere una solidità garantita, non hanno bisogno del TFR a copertura del prestito. Sono però casi che vengono valutati singolarmente, che variano in base alle politiche dei differenti enti assicuratori.


Vuoi scoprire come si calcola il TFR? Leggi questo nostro articolo
 


TFR minimo: il moltiplicatore



Alcune compagnie, oltre a stabilire un quantitativo minimo di TFR accumulato, indicano anche un importo massimo che può essere restituito, stabilito in base all’ammontare del TFR stesso. Questo importo è dato dal moltiplicatore.

Ad esempio, in presenza di un moltiplicatore 3 x 1, il montante lordo massimo (l’importo che il cliente dovrà restituire a fine piano ammortamento) può essere pari al massimo a tre volte il TFR accumulato.

Quindi, con un TFR accumulato pari a 10.000€ e in presenza di un moltiplicatore 3 x 1, il montante lordo non potrà superare i 30.000€.


Se hai bisogno di maggiori informazioni sul TFR minimo o vuoi scoprire qual è l’importo massimo che puoi ottenere, contattaci, i nostri consulenti sono sempre a tua diposizione.




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